Il Circolo Pitiriasi rosea di Gibert

A grande richiesta ecco uno spazio dove trovare, scrivere e condividere notizie sulla malattia che "finora aveva colpito solo Gibert e invece ora ha preso anche me, percio' d'ora in poi si chiamera' Pitiriasi Rosea di Gibert-Elio" [Elio e le storie Tese]

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L'autore riconosce i diritti dei relativi proprietari del vario materiale citato in questo sito. Simona B. ha fornito le le fonti scientifiche.

06/06/2004
L'esordio

L’esordio della pitiriasi rosea è piuttosto tipico e la patologia presenta una certa stagionalità, con un picco nei periodi di mezzo dell’anno, autunno e primavera.
Inizialmente compaiono, in circa la metà dei pazienti, sintomi piuttosto aspecifici che, a un primo esame, possono essere ascrivibili a un’infezione delle alte vie respiratorie. Successivamente si ha la manifestazione della prima, caratteristica, lesione cutanea. «La cosiddetta chiazza madre. La lesione, che non solo compare per prima, ma che normalmente supera le altre in quanto a dimensioni. Le chiazze figlie si manifestano a distanza di 7-15 giorni dalla comparsa di questa e possono essere in numero variabile, interessando, nei casi più marcati, aree molto estese della cute con centinaia di lesioni», spiega Caputo. Le caratteristiche della chiazza madre sono abbastanza inconfondibili: si tratta di una lesione rotondeggiante od ovale, di 2-10 cm di diametro, che compare solitamente a livello del tronco.
«Presenta un bordo desquamato verso l’interno e il centro della lesione assume una conformazione a carta di sigaretta», prosegue il professore. Proprio queste caratteristiche fanno sì che spesso, a questo stadio, si confonda la chiazza madre della pitiriasi con una manifestazione di natura eczematosa e come tale, quindi, venga trattata. I dati della letteratura chiariscono il quadro della lesione a livello microscopico, dopo un esame bioptico eseguito sulla cute interessata dalla stessa. L’osservazione del preparato consente di stabilire alcuni punti chiave: dopo dissoluzione del campione in idrossido di potassio non è possibile apprezzare la presenza di miceti, dal momento che la patologia non è di origine fungina, mentre l’esame citologico, oltre a rilevare nel campione elementi infiammatori, evidenzia, in circa la metà dei soggetti, la presenza di cellule epidermiche caratterizzate da discheratosi.
Nella pratica clinica, come dicono gli esperti, comunque, non c’è alcuna necessità di eseguire esami bioptici. In caso di dubbio, infatti, la comparsa delle chiazze figlie, che avviene nell’arco di una o due settimane al massimo dall’esordio, indirizza correttamente la diagnosi.
A quel punto una mal interpretazione delle lesioni risulta più difficile. «Peraltro queste lesioni si presentano con le stesse caratteristiche, in termini morfologici, della chiazza madre. Le differenzia solo la dimensione, decisamente inferiore», continua Caputo. A essere coinvolti dalle lesioni sono solitamente il tronco e gli arti superiori. Più raramente gli arti inferiori e solitamente non sono colpite le estremità. La distribuzione segue un andamento tipico, secondo le linee di Langer: sull’addome le chiazze si diffondono con una distribuzione orizzontale, nella parte superiore del tronco queste vanno dal centro alla periferia, presentandosi numerose sulla cute della spalla fino alla parte posteriore del tronco, in direzione delle scapole. Mentre nella parte inferiore della schiena si ha una disposizione ad albero di Natale.
Se la presenza della chiazza madre è una della caratteristiche della malattia, va, tuttavia, sottolineato come in alcuni casi questa non sia riconoscibile. In queste forme, ovviamente, esiste una maggiore difficoltà a riconoscere la malattia negli stadi iniziali.
Vediamo, con l’aiuto del professor Caputo, quali sono gli elementi che sono di supporto alla diagnosi.
«La morfologia delle chiazze in termini di dimensione, caratteristiche, distribuzione e colore (rosa salmone) e anche la durata della malattia, non superiore alle 6-8 settimane. Occasionalmente si possono raggiungere le 12 settimane». La patologia, in questo arco di tempo, può avere dei momenti di esacerbazione e di attenuazione, tuttavia una volta compiuto il suo corso non dà generalmente mai luogo a recidive. Un elemento, questo, che supporta l’eziologia infettiva. «Si pensa, infatti, che dopo un primo episodio venga a indursi una forma di immunità specifica che non consente alla malattia di ripresentarsi in un secondo momento», precisa Caputo. Quando si esce significativamente dal quadro clinico della malattia, tenendo presente che effettivamente esistono anche delle rare forme atipiche, è il caso di fare delle ipotesi diagnostiche differenti.
Va, inoltre, considerato che non si ha mai il coinvolgimento del volto e delle estremità, soprattutto inferiori, né, tanto meno vengono colpite le mucose orali o genitali.


Postato da: elfokattivo a 05:41 | link | commenti (4)
notizie scientifiche


Commenti
#1   26 Settembre 2006 - 19:34
 
chissa' se il professor Caputo puo' spiegarimi come è possibile che io sia alla ottava recidiva? dall' età di 20 anni la malattia si ripresenta costantemente. Inizialmente si ripresentò dopo 4 o 5 anni poi ogni 2 ora siamo ad un anno e mezzo... se potesse darmi una risposta il mio indirizzo e-mail è geabianco@libero.it grazie
utente anonimo

#2   16 Dicembre 2006 - 18:12
 
Anni fa mi e' stata diagnosticata, fortunatamente non ho avuto recidive e le chiazze non davano prurito,ma la mia chiazza madre era aimè sul viso e il decorso è stato decisamente più lungo di quanto su scritto. saluti
utente anonimo

#3   07 Giugno 2007 - 13:35
 
io mi becco granparte delle anomalie! chiazza madre nella coscia, e maledette chiazze figlie pure in viso (testa compresa) e piedi...alle mani ancora no... ma è ancora presto per dirlo. e il prurito allucinante dove lo lasciamo?!?!
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#4   22 Novembre 2007 - 19:16
 
E' la prima volta che ho contratto questa fastidiosa e antiestetica infezione. Iniziata sotto un'ascella ho avuto il terrore che si trattasse di qualcos'altro. Poi il dermatolo ha diagnosticato pitiriasi rosea di Gibert ed...eccomi qui. Ho trovato le notizie su questo blog interessanti.Ora sono in piena esplosione.( dimenticavo, ho 50 anni) sono insegnante e mi sono preoccupata di contagi. Al momento non ce ne sono neanche in famiglia e spero che non ce ne siano. Il dermatolo mi ha consigliato una crema a base di fluticasone propionato. Avete mai provato? Mi ha assicurato un decorso di dieci giorni ma le "bollacce" aumentano. Ora sono a pois e guardata con sospetto.Sono arrivate al collo.
Qualcuno mi potrebbe rispondere a proposito di quella pomata che uso?
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